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venerdì 11 febbraio 2011

Io? Una mamma?

Non era la prima volta che ero in ritardo. Si proprio quel Ritardo, il ritardo che non ti fa pensare ad altro per tutto il giorno, che ti si intreccia attorno allo stomaco senza lasciarlo neanche per un attimo, diventa l'ultima cosa che pensi prima di addormentarti. Il ritardo ti fa immaginare il tuo futuro in due modi diversi: continuerò ad andare a scuola e quando la finirò troverò un lavoro, continuerò con le mie esperienze, tutte quelle dei miei coetanei, tutte quelle che ho sempre sognato. Oppure: dovrò lasciare la scuola e diventare mamma. "Io? Una mamma? No non è possibile, non può essere. Non può succedere a me." E' proprio questo quello che pensavo, continuavo ad immaginare cosa avrei fatto a distanza di un anno, se tutto avrebbe continuato come prima o se la mia vita sarebbe seriamente cambiata. Avevo voglia di sapere, ma avevo anche paura di sapere. 
Non feci nessun test, la paura era troppa. 
Il 7 giugno 2009, accompagnata da mia mamma, andai a fare la mia prima visita dalla ginecologa.
La verità arrivò secca e aspra come una sberla che non ammetteva repliche: 
"sei proprio incinta". 
Già. Avevo 17 anni ed ero incinta di 7 settimane. Nella mia pancia vagava un fagiolino di 0.89 cm. 
Mi sono sorpresa di ciò che subito mi è stato detto: 
"il termine della gravidanza è previsto per il 24 gennaio, ma non preoccuparti, c'è anche la soluzione dell'aborto."
Avevo appena scoperto di aspettare un figlio e già mi avevano prospettato l'idea di "ucciderlo". 
"Assolutamente no! Io non abortirò mai!"
"Tranquilla hai tempo fino al 10 luglio per decidere."
Il 10 luglio è il mio compleanno, fino al mio 18° compleanno potevo uccidere mio figlio. Che follia.
Per lo meno non ho dovuto dirlo io a mia mamma, infatti lei era lì con me. Non so se sarei riuscita a parlarle di ciò, se avrei trovato le parole. 
Dopo aver scoperto la verità siamo andate a far colazione. Mangiando un cornetto l'ansia e la paura mi hanno sopraffatto, rigandomi le guance di lacrime.


Fin da piccola, vedendo i pancioni delle donne incinte mi domandavo cosa si provava portando in grembo la vita, cosa si sentiva quando il bimbo scalciava. Io non sentivo niente, assolutamente niente, non notavo alcuna differenza. L'unica cosa è che avevo sempre fame. Ma dentro di me mi sembrava tutto come prima, invece c'era un altro cuore che già batteva.
Quando tornai a casa iniziai ad informarmi sulle prime cose: ho cercato la parola embrione e feto su google.
Così venni a conoscenza che che il mio bimbo aveva già tutti gli organi pronti per svilupparsi, aveva le ditina, la lingua, le palpebre. 
Non ero felicissima della situazione, mi dispiaceva aver deluso le aspettative dei miei genitori, mi dispiaceva diventare un peso. 
Si, avrei potuto benissimo rimediare, mia mamma e mio papà subito mi hanno detto che la scelta spettava a me. 
Certo, sarebbe stato facile far tornare indentro l'orologio, non essere più incinta; ma a che prezzo! Avrei dovuto uccidere il mio bimbo, frantumargli le ossicina già deboli, rompergli le ditina sottili non avendo più la possibilità di tenerlo per mano, distruggergli la linguetta senza aver più la possibilità di sentirlo parlare, fermargli il suo cuoricino che batteva ritmicamente pieno di voglia di vivere. Il mio bimbo si sarebbe preso le colpe dello sbaglio che io ho fatto e per questo sarebbe morto.
No! Io non lo considero uno sbaglio, ma un regalo e un dono che mi è stato fatto, perché niente al mondo può rendere più felice una persona.
L'unico punto fermo di quel momento era che io volevo vedere e conoscere il mio bimbo, assolutamente. E nessuno mi avrebbe fermato!

7 commenti:

Artemisia ha detto...

Complimenti davvero... Questo coraggio e questa determinazione sono veramente straordinarie!

Mile ha detto...

Grazie, sei molto gentile!

Finalmentemamma ha detto...

brava tesoro...hai fato proprio bene...il rimorso ti avrebbe accompagnata per sempre...e invece adesso hai una beòllissima bimba che ti starà smepre accanto e che tu potrai amare per tutta la tua vita...i figli non sono mai uno sbaglio!!!!

Tabata Potter ha detto...

Sei straordinaria, tua figlia è una bimba fortunata.

Giuliagioiamia ha detto...

Grazie mille, siete molto gentili. :)

Anita ha detto...

complimenti davvero!!! noi siamo Anita (26 anni) e Noemy (3 mesi) i tuoi post mi hanno conquistata ti metto tra i preferiti nel mio blog!!! :))

Giuliagioiamia ha detto...

grazie mille, sei gentilissima!